Oggi presentiamo la traduzione della presentazione di una interessante ricerca sui primati pubblicata su Evolution and Human Behavior il 30 Aprile 2026, scritta da Irene Delval and Solimary García Hernández.
E se parte dei problemi della nostra società fosse legata proprio alla separazione rigida di adulto e bambino in ambiti puramente asessuali? Lo stigma che avvolge la sessualità precoce ci impedisce di vedere queste dinamiche come strumenti sociali naturali, paradossalmente trasformando un potenziale elemento vitale dello sviluppo del bambino – e di conseguenza della sua stabilità sociale futura – nel problema più grande della nostra cultura.
Questa ricerca sottolinea la necessità di ulteriori indagini sullo sviluppo socio-sessuale umano, evidenziando come i tabù sociali impediscono spesso una comprensione completa di questi processi naturali. Imparando dai primati, possiamo ottenere intuizioni che ci aiutano a valorizzare e proteggere meglio i diritti di tutti gli individui, inclusi coloro che provano attrazione per minori, all’interno di un contesto che pone l’accento sull’armonia sociale e sul benessere personale.
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Tradizionalmente, le ipotesi scientifiche e popolari riguardo al comportamento sessuale hanno avuto difficoltà a separarlo dal suo scopo riproduttivo. Dai primati ai nematodi, i comportamenti sessuali che non portavano alla concezione venivano spesso considerati errori, curiosità, sottoprodotti o reliquie evolutive.
Tuttavia, di recente questa prospettiva è cambiata. Nelle società occidentali, con il mutare degli standard sociali e l’aumento della visibilità delle comunità LGBTQIAPN+, la scienza si è allontanata da ideali morali restrittivi per esplorare le diverse funzioni della sessualità. La comunità scientifica riconosce ormai che, in molte specie, inclusi noi umani, il comportamento sessuale svolge una serie di funzioni sociali come il consolidamento dei legami, la risoluzione dei conflitti, la riconciliazione o il mantenimento delle relazioni. Ciò ha suscitato un crescente interesse per i comportamenti sessuali non finalizzati alla concezione. Gran parte della ricerca in questo ambito si è concentrata sul comportamento sessuale omosessuale (SSB, Same-sex Sexual Behavior). Un tempo considerato un paradosso darwiniano, l’SSB è ora compreso come componente funzionale e adattativo dei sistemi sociali dei mammiferi. Sappiamo ormai che l’SSB è una caratteristica diffusa nei primati, determinata da pressioni ecologiche e sociali nelle specie che vivono in gruppo.
Tuttavia, ancora oggi un tipo di sesso non finalizzato alla concezione rimane largamente inesplorato: i comportamenti simil-sessual che si verificano prima della maturità sessuale, nei soggetti prepuberali, molto prima che gli individui sviluppino impulsi riproduttivi. Ciò solleva una domanda fondamentale: come e quando emergono per la prima volta questi comportamenti? Comprendere questa sequenza temporale può rivelarci molto sulle loro funzioni evolutive.
Nella nostra nuova ricerca, pubblicata su Evolution and Human Behavior (marzo 2026), abbiamo esplorato come il comportamento sessuale emerga nel primo anno di vita in due specie di scimmie cappuccine robuste selvatiche (Sapajus libidinosus e S. xanthosternos). Seguendo longitudinalmente 16 cuccioli selvatici in Brasile, il nostro team ha offerto una rara finestra sullo sviluppo del comportamento sessuale in condizioni naturali. I nostri risultati sovvertono la visione tradizionale secondo cui i giovani primati (compresi gli esseri umani) praticano il sesso soltanto per esercitarsi alla riproduzione adulta, fornendo prove concrete del crescente consenso tra i ricercatori secondo cui, nelle specie di primati, le interazioni sessuali aiutano gli animali a navigare nel loro mondo sociale molto prima che possano riprodursi.
A partire dal primo mese
La sorpresa più grande è stata la precoce comparsa di questi comportamenti. Sia i cuccioli maschi che quelli femmine mostrarono comportamenti socio-sessuali (ovvero comportamenti di forma sessuale ma con funzioni sociali), come montare, ispezionarsi i genitali e gesti di corteggiamento, già nel loro primo mese di vita. Questo inizio estremamente precoce è simile a quanto osservato negli esseri umani e dimostra che il comportamento sessuale non rimane semplicemente latente fino alla pubertà. Invece di manifestarsi improvvisamente con la maturità sessuale, sembra far parte del repertorio comportamentale fin dall’inizio, almeno nella sua forma embrionale.
Nonostante le due specie di scimmie cappuccine vivano in ambienti molto diversi (una in zone arbustive semi-arse, l’altra nella foresta pluviale tropicale), le loro traiettorie di sviluppo sono state simili. Tra un repertorio di 25 comportamenti sessuali analizzati, entrambe le specie e i sessi hanno condiviso i sei comportamenti più frequenti. Tuttavia, sebbene maschi e femmine inizialmente mostrassero gli stessi tipi di comportamenti (come il sollevamento delle sopracciglia, lo sfregamento del petto o il montare), che solitamente vengono eseguiti durante il corteggiamento eterosessuale adulto, le differenze tra i sessi sono emerse con la crescita dei cuccioli.
Differenze sessuali precoci e marcate
I cuccioli maschi mostrarono tassi più elevati di comportamento sessuale, maggiore diversità comportamentale e un inizio anticipato rispetto alle femmine. Anche l’aumento dell’emergere del comportamento sessuale nel tempo è stato più rapido nei maschi, indicando una traiettoria di sviluppo specifica per ciascun sesso. Questi risultati sono coerenti con studi su altri primati, come i macachi, e suggeriscono che le differenze sessuali nel comportamento socio-sexuale emergono precocemente nell’ontogenesi, probabilmente influenzate fin dall’inizio da fattori genetici e ormonali.
Ciò che rende particolarmente affascinante la situazione è il fatto che negli adulti delle cappuccine robuste il corteggiamento è prevalentemente guidato dalle femmine. Le femmine adulte sono gli agenti proattivi, utilizzando espressioni facciali elaborate e persino lanciando pietre per attirare l’attenzione dei maschi spesso indifferenti. Se fosse vera l’“ipotesi della pratica”, secondo cui i cuccioli mostrano forme preliminari di questi comportamenti per esercitarsi nei ruoli futuri da adulti, ci aspetteremmo che siano le femmine a praticarli di più.
Tuttavia, i nostri dati hanno rivelato il contrario. Esistevano differenze significative nella direzionalità dei comportamenti sessuali: i cuccioli maschi partecipavano a queste interazioni molto più spesso, mentre le femmine erano solitamente le riceventi di tali comportamenti. Ciò indica una via di sviluppo dell’eccitazione specifica per i maschi, che chiaramente non si limita a riflettere i ruoli del corteggiamento adulto.
Partner diversi, obiettivi diversi
Abbiamo inoltre riscontrato una netta divisione nel modo in cui i cuccioli sceglievano con cui interagire. I cuccioli maschi agivano come “estroversi” sessuali, interagendo con un ampio spettro di partner. In particolare, i loro partner più frequenti erano i maschi adulti, rendendo le interazioni omosessuali molto comuni tra di loro. I cuccioli femmina, invece, avevano preferenze molto più ristrette, interagendo sessualmente principalmente con altri cuccioli di entrambi i sessi. Questa divergenza suggerisce qualcosa di importante: il comportamento sessuale precoce svolge probabilmente funzioni completamente diverse a seconda del sesso.
Per i maschi, queste interazioni potrebbero aiutare a stabilire legami sociali, navigare le gerarchie di dominanza con i maschi più anziani o regolare l’eccitazione in ambienti sociali complessi. Per le femmine, a questo stadio, tali comportamenti sembrano essere più integrati nel gioco tra pari e nell’esplorazione sociale. È necessario comprendere meglio quando avviene il “risveglio” sessuale nelle scimmie cappuccine robuste femmine.
Perché è importante
La nostra ricerca sottolinea che la sessualità dei primati è flessibile e multiforme fin dalla nascita. Poiché le differenze sessuali emergono così precocemente e non riflettono semplicemente i ruoli adulti, questi risultati aprono nuove domande sulle vere origini del comportamento sessuale in tutti i primati, inclusi gli esseri umani. Se vogliamo comprendere il “perché” dei comportamenti adulti, dobbiamo prima esaminare attentamente il “come” nel mondo dei cuccioli.
Proprio come il comportamento di pulizia, che va ben oltre l’igiene e la rimozione dei parassiti per fungere da collante sociale, anche il comportamento sessuale precoce sembra essenziale per costruire e mantenere legami sociali e canalizzare l’eccitazione, piuttosto che limitarsi a preparare gli individui alla riproduzione. I nostri risultati indicano inoltre un problema più ampio: lo studio della sessualità infantile rimane un argomento estremamente sensibile e spesso evitato, soprattutto negli esseri umani. È qui che la ricerca sui primati non umani diventa particolarmente preziosa, offrendoci una prospettiva comparativa per indagare questi processi in modo rigoroso e senza vincoli culturali.