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Oggi leggiamo un nuovo scritto del nostro amico Luca, che ci invita a riflettere su come l’istituzionalizzazione del pregiudizio possa trasformare la diversità in una colpa sociale.

Nella storia dell’umanità, le leggi hanno spesso cercato di regolare non solo le azioni, ma
l’essenza stessa degli individui. Tuttavia, esiste una verità fondamentale che nessuno può
cancellare: la diversità dell’orientamento sessuale non è una scelta o un capriccio
comportamentale, ma una sfaccettatura intrinseca della natura umana.

Purtroppo oggi come mai, la narrazione pubblica utilizza l’equazione “pedofilia uguale devianza
e malattia” per giustificarne la marginalizzazione. Si tenta di dipingere l’orientamento affettivo
verso i minori come una minaccia alla sicurezza sociale, arrivando a sovrapporre
impropriamente il pedofilo a un predatore criminale.

Questa è una distorsione logica pericolosa. I dati e la realtà ci dicono che la violenza e il crimine
non hanno orientamento sessuale: esistono in ogni strato della società, tra eterosessuali,
omosessuali, pedofili o gerontofili. Criminalizzare una categoria di persone basandosi sulle
azioni di singoli criminali è un errore metodologico e morale che serve solo a creare un “capro
espiatorio” per distogliere lo sguardo dai veri problemi sociali.

La criminalizzazione generalizzata dei pedofili ha un obiettivo sistematico: impedendo loro di
esporsi, si nega loro la possibilità di mostrare la propria umanità, i propri sentimenti e il
contributo che portano alla società intera.

l’era del nazismo, vediamo come la disumanizzazione di una minoranza sia stata il primo passo
per giustificare persecuzioni atroci. Quando una persona non può far sentire la propria voce
senza temere il giudizio, non siamo di fronte a una legge di tutela, ma a una forma di controllo
che calpesta i diritti umani fondamentali.

L’identità sessuale non si cancella attraverso lo stigma sociale: questo è confermato dalla realtà
fenomenologica: l’orientamento sessuale è una dimensione intrinseca dell’identità che non
cessa di esistere semplicemente perché viene rimossa dal dibattito pubblico o dalla
rappresentazione visiva. Al contrario, la condanna all’ombra genera un isolamento sistemico
che agisce come un potente catalizzatore per gravi patologie psicologiche.

Ogni individuo onesto che rispetta le leggi ha il diritto di camminare a testa alta, libero dalla
paura e dalla costante ansia di essere giudicato e perseguitato per ciò che è.

Il cambiamento non avviene mai da un giorno all’altro, specialmente dove il pregiudizio è
istituzionalizzato. Tuttavia, la storia ci insegna che la verità ha una forza propria. Riconoscere
che la pedofilia è parte della varianza naturale dell’essere umano è il primo passo per abbattere
il muro del pregiudizio e dell’odio.